Camomilla Comune

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Descrizione

Pianta erbacea annuale.

Presenta fusto eretto, glabro e ramificato. Ha foglie sessili laciniate, fiori solitari, con lungo peduncolo, raccolti in infiorescenze a capolini.

I fiori del raggio esterno sono bianchi e ligulati, mentre i fiori del disco sono gialli e tubolari. Sul fiore e sulle squame del calice sono presenti peli pluricellulari ghiandolari.

Presenta radice fascicolata, il frutto è un achenio molto piccolo, di colore giallastro, leggermente incurvato.

Apparentemente è possibile confonderla con l’Anthemis arvensis, chiamata camomilla selvatica o bastarda.

Ottimo metodo di riconoscimento è il profumo, di cui quest’ultima pianta ne è priva; inoltre si differenziano in quanto verso la fine della fioritura, le ligule bianche della camomilla comune si piegano verso il basso

STORIA E CURIOSITÀ:

Il termine camomilla è di origine greca e significa umile mela, per l’odore dei fiori, che ricorda quello delle mele renette. Per questo viene a anche chiamata piccola mela dei prati. Il termine spagnolo manzanilla significa proprio piccola mela.

Dal latino matrix che significa utero, per l’impiego nelle infiammazioni uterine.
E’ conosciuta da tempo immemorabile nell’antichità per i suoi effetti salutari, citati negli erbai assiri, come “Il dono dei prati” (Kurban-èkli).
In diversi scritti della medicina antica è citata per le sue virtù calmanti e antinfiammatorie.
L’olio essenziale, di colore blu, per la presenza dell’azulene, è citato per la prima volta in opere del medioevo.
Per Leclerc, medico fitoterapeuta francese del XX secolo riteneva che gli effetti della Matricaria dipendessero dalla forma farmaceutica utilizzata; il medico francese riteneva la tisana di camomilla “una mistura anemica, che si ottiene disseminando con parsimonia qualche fiore sulla superficie di un oceano d’acqua calda, assolutamente inerte.”
Il medico tedesco R. Weiss (1982) consigliava, in caso di ulcera gastrica, la cosiddetta “roll kur“, ossia la cura del rotolamento: il paziente, dopo aver assunto una tazza di infuso di Camomilla a digiuno, si doveva sdraiare supino per 5-10 minuti, poi sul lato destro,quindi sul lato sinistro, infine prono per lo stesso periodo di tempo. Riteneva che in tal modo l’infuso potesse agire su tutte le pareti dello stomaco.

I fiori possono essere collocati tra la biancheria per dare un odore gradevole e tenere lontane le tarme.
L’infuso di Camomilla, da solo o con aggiunta di scorza di limone, è un ottima lavanda per i capelli biondi, che in tal modo si schiariscono evitando l’inscurimento.
I bagni nel decotto di Camomilla sono efficaci anche contro la sudorazione dei piedi, delle mani e hanno inoltre un’azione deodorante.